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M. Delmastro, A. Nicita, Big data. Come stanno cambiando il nostro mondo, Il Mulino, Bologna, 2019, pp. 7-146

Alessandro Candido

Il testo di Marco Delmastro e Antonio Nicita “Big data. Come stanno cambiando il nostro mondo” si propone l’obiettivo di mettere ordine in una materia tanto complessa, quanto in continua evoluzione, come quella dei big data, che indubbiamente “stanno cambiando il nostro mondo” (p. 21). La questione dei megadati (definiti dall’Unione europea come “grandi quantità di tipi diversi di dati prodotti da varie fonti, fra cui persone, macchine e sensori”) non è trattata sotto l’angolo prospettico della privacy (tema che, comunque, viene toccato), ma con lo sguardo dell’economista che si interroga sulla governance delle piattaforme digitali e sul rapporto tra concorrenza, innovazione e potere politico.

Gli Autori utilizzano volutamente un linguaggio diretto e immediatamente com­prensibile anche a chi non appartiene al mondo economico-giuridico, preoc­cupandosi di sollevare numerose domande e sollecitando il lettore a forni­re delle risposte.

L’attualità del volume emerge ancor di più nell’odierna contingenza storica, dato che la pandemia da coronavirus ha dimostrato quanto il tema della conoscenza della tecnologia risulti fondamentale anche per la gestione di un’e­mer­genza. Si pensi alle soluzioni recentemente prospettate per l’azione di preven­zio­ne epidemiologica, come il contact tracing, sistema in grado di tenere traccia delle persone contagiate, così da poterle mappare e aiutare i cittadini a e­vitare i luoghi del contagio, oppure il drone, strumento utilizzato al fine di verificare il rispetto degli obblighi di distanziamento sociale.

1. Se inizialmente il dibattito sui big data riguardava quasi esclusivamente la riservatezza dei dati personali, oggi vengono invece in rilievo ulteriori profili di interesse: in primo luogo vi è la questione del vantaggio competitivo dell’uso esclusivo dei dati a fini di profilazione commerciale da parte delle grandi piattaforme globali (come Facebook, Amazon, Apple, Microsoft…); in secondo luo­go, si pone il problema dell’impatto dell’utilizzo dei dati per il marketing politico. Alcun dubbio può infatti sussistere sul fatto che oramai le piattaforme online rappresentano il principale strumento per l’accesso e la diffusione dell’in­for­ma­zione; esse sono diventate “i nuovi leader mondiali nel settore della pubblicità, sottraendo risorse pubblicitarie crescenti ai media tradizionali” (p. 9).

Muovendo dai caratteri dei big data (consistenti nella velocità, nella varietà e nel volume, che generano il valore dei dati), l’aspetto di maggiore rilievo attiene al processo di lavorazione e di aggregazione dei dati [continua..]

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