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R. Rajan, The Third Pillar: How Markets and the State Leave the Commu-nity Behind, Penguin Press, 2019, p. 464, trad. it. a cura di Matteo Vegetti, Il terzo pilastro. La comunità dimenticata da Stato e mercati, Egea, 2019, p. 531

Tamara Favaro

1. “The Third Pillar: How Markets and the State Leave the Community Behind” è un volume che, pur muovendo da un’analisi di matrice economica, racchiude numerosi richiami filosofici, sociologici e antropologici, offrendo notevoli spunti di riflessione anche in materia di regolazione dei mercati.

In effetti, già il titolo invita a superare il classico dualismo “Stato” e “mercato” a favore di un terzo pilastro, quello della comunità. Quest’ultima infatti, “oltre a contribuire al nostro senso di identità, ci permette di intraprendere un ventaglio più ampio di transazioni di quante non potremmo svolgerne se ogni cosa dovesse essere stabilita per contratto o in base a leggi applicate con severità. Lo storico di tutto ciò che una persona fa per la comunità rimane visibile al suo interno, e non svanisce in un mercato anonimo”.

Come ben evidenziato dall’Autore, per l’uomo primitivo la tribù rappresentava tutti e tre i pilastri che reggono attualmente la società, e dunque Stato, mercati e comunità messi insieme. Con il passare del tempo, Stato e mercati non solo si sono separati dalla comunità, ma hanno progressivamente invaso le attività che erano precedentemente volte a consolidare le relazioni all’inter­no delle comunità locali, spezzando così anche i legami sociali e interpersonali tra i membri di una collettività.

Sulla base di tale presupposto, l’intuizione di Rajan è quella per cui molti dei problemi che caratterizzano il nostro tempo siano in realtà imputabili al progressivo indebolimento della comunità. I tre pilastri sono in uno stato di flusso costante, colpiti da shock economici e tecnologici, ed è proprio il venir meno del loro equilibrio che costituisce la causa più profonda della crisi che imperversa la nostra società.

La crisi globale che stiamo vivendo impone allora nuove narrazioni, invitandoci alla ricerca di un diverso punto di equilibrio tra dinamiche del mercato e interventismo pubblico. È in questo contesto che il terzo pilastro della comunità, finora adombrato da Stato e mercato, rivendica la propria centralità.

L’interrogativo fondamentale che guida l’opera concerne dunque l’indivi­duazione delle modalità atte a ripristinare l’equilibrio tra i tre pilastri a fronte del cambiamento tecnologico e sociale in corso.

La tesi cui si perviene è piuttosto innovativa: si propone infatti di “riportare in salute le comunità disfunzionali, anziché reprimere i mercati”. Detto altrimenti, piuttosto di sostenere il classico argomento a favore della necessità di una maggiore regolazione e regolamentazione atta a contenere i mercati, si considera [continua..]

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