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Francesco Goisis , La tutela del cittadino nei confronti delle sanzioni amministrative tra diritto nazionale ed europeo, Torino, 2014.

V. Carfi

   

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Sommario:

1. - 2.


1.

Il piccolo volume di Francesco Goisis, edito a novembre da Giappichelli, è il frutto maturo dell’ampia ricerca dedicata dallo studioso al tema delle garanzie nel procedimento sanzionatorio. Ed è forse anche il seme per la fondazione di una nuova «teoria generale dell’illecito, comunque sanzionato» (per usare le parole di Giovanni Maria Flick). L’oggetto della analisi è la tutela del cittadino nei confronti delle sanzioni amministrative nel sistema delineato dalla Convenzione europea per la tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), argomento peraltro di estrema attualità con specifico riferimento ai procedimenti sanzionatori delle Autorità amministrative indipendenti (cfr. su questo numero, F. PALLADINO, Il potere sanzionatorio delle Autorità indipendenti tra matière pénale e divieto di bis in idem. Note a margine della sentenza Grande Stevens). Il metodo utilizzato è quello di enucleare, dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo, le nozioni e i principi della CEDU nel loro “vivo” significato, per poi “collocarli” entro i confini del nostro ordinamento e qui farli “rivivere”. Operazione questa che consente all’Autore di “misurare” il nostro sistema sanzionatorio con un metro nuovo (quello della CEDU) cogliendone una sostanziale inadeguatezza. Di tale metodo il secondo capitolo, dedicato al principio di legalità, costituisce la migliore rappresentazione. Questi i passaggi essenziali del ragionamento. Primo: il principio di legalità che emerge dall’esame della giurisprudenza della Corte EDU può esprimersi nei termini di nullum crimen, nulla poena, sine lege (che non deve essere necessariamente scritta), certa (nel senso che esso esige una certa qualità della normazione), stricta (nel senso che esso pone il divieto di applicazione estensiva, prima che analogica) et previa (nel senso esso che pone il divieto di retroattività in malam partem e, di converso, implica retroattività in bonam partem del trattamento sanzionatorio più mite). Secondo: questo “nuovo” principio di legalità deve essere collocato entro i confini del nostro ordinamento e non può importare un superamento della riserva di [continua ..]

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2.

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