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Politica industriale e regolazione.

Luisa Torchia

  

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Sommario:

1. - NOTE


1.

La tesi di fondo svolta da Mark Thatcher nel suo saggio pubblicato sul numero 2/2014 di questa Rivista [1] è che politica industriale e regolazione economica non siano in conflitto, come risulta tralaticiamente da una rappresentazione tanto tradizionale quanto ormai non più corrispondente alla realtà. Al contrario, la diffusione della regolazione economica ha, secondo Thatcher, dato luogo ad una politica industriale nuova nei mezzi, ma ricorrente nei fini: i governi “scelgono” i campioni industriali da promuovere, sostenere o, a seconda dei casi, difendere, intrecciando le modalità tradizionali dell’intervento pubblico – usualmente svolto dagli apparati governativi – con gli strumenti della regolazione, attivati e conformati dalle autorità indipendenti. Per verificare la tenuta della tesi alla luce dell’esperienza più recente occorre, innanzitutto, chiedersi quali siano i caratteri propri di questa nuova politica industriale e come essa si differenzi dalla politica industriale tradizionale. Per avviare l’analisi conviene partire dal quadro di riferimento entro il quale l’esperienza si svolge e, in particolare, da due elementi di contesto: gli elementi propri e caratteristici del contesto europeo e gli elementi di riferimento generale, sul piano delle idee, che consentono di confrontare, per così dire, i vantaggi comparativi dei diversi strumenti a disposizione dei poteri pubblici. Occorre poi verificare come entro questi elementi di contesto si colloca la “nuova” politica industriale, in ragione degli strumenti attivati negli ultimi anni e dei risultati raggiunti. Il primo elemento allo stesso tempo rilevante ed evidente del quadro europeo è la rottura delle barriere fra i mercati nazionali, mediante la creazione di un mercato interno e unico. Il mercato interno europeo si è sviluppato secondo un percorso diverso ed originale rispetto allo sviluppo dei mercati nazionali, in Europa come in altri paesi. Questi ultimi si sono sviluppati, infatti, sempre in presenza di uno Stato nazionale, e in larga misura proprio grazie allo Stato nazionale. I confini e le barriere dello Stato e del mercato nazionale hanno storicamente a lungo coinciso e proprio su questa coincidenza si è basata anche la politica industriale dei diversi Stati. Il mercato interno europeo, al contrario, si è sviluppato innanzitutto [continua ..]

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